Conferenza “Violence and Death in Predynastic Egypt”

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Martedì 15 Luglio si è tenuta al British Museum la conferenza «Violence and death in Predynastic Egypt»; a vestire i panni del relatore per l’occasione era l’antropologo Daniel Antoine. Attraverso l’esame di due gruppi di resti umani il Dr. Antoine ci ha mostrato il ruolo giocato dalla violenza nelle lotte per il potere che caratterizzarono l’Egitto prima dell’unificazione.

jebel sahabaIl primo contesto analizzato era costituito da un gruppo di ossa umane provenienti dal cimitero di Jebel Sahaba (11000 a.C.).
Con circa 61 individui sepolti, Jebel Sahaba è una delle più antiche necropoli che si conoscano; la presenza di segni di violenza sui resti degli individui adulti e di sesso maschile ne fa anche una delle più antiche evidenze materiali di conflitti interni alle comunità dell’Egitto predinastico.
La posizione standard in cui furono ritrovati i corpi, tutti rannicchiati sul lato sinistro, lascia intuire che all’interno di questa comunità si praticassero riti funebri e che si fossero già sviluppate delle credenze sulla vita nell’aldilà.

L’altro protagonista della gebeleinmanAconferenza ci era già noto, poiché presentava diversi punti di contatto con una delle otto mummie selezionate per l’esposizione nella mostra Ancient Lives: si tratta di Gebelein Man A (3500 a.C.), una mummia naturale ritrovata nelle sabbie cocenti dell’Alto Egitto. Come il suo affine, Gebelein Man B, questa mummia presentava la particolarità di conservare ancora integri al suo interno organi che normalmente non troviamo, perché rimossi come da consuetudine durante il procedimento di mummificazione artificiale. Grazie all’uso del CT scan, che pure ci è già noto dalla mostra Ancient Lives, e che è tornato a giocare un ruolo fondamentale anche in questa conferenza, è stato possibile scoprire sui resti di Gebelein Man A i segni di una ferita da arma da taglio che attraversa la spalla fino al polmone sinistro e che causò probabilmente il decesso dell’individuo.
Tale testimonianza lascerebbe pensare che nel periodo immediatamente precedente la riunificazione Gebelein fosse uno dei siti in lotta per il potere e l’espansione territoriale e che in questo clima di instabilità si consumarono scontri sanguinosi.

Ancora una volta dunque, attraverso l’analisi antropologica di resti umani, è stato possibile giungere a conclusioni riguardo la situazione politica dell’Egitto Predinastico, a riprova del fatto che all’interno di un museo, e più in generale nel mondo dell’archeologia, trovano spazio figure professionali di varia provenienza e specializzazione, e che anzi la collaborazione con esperti di altre discipline diventa talvolta essenziale per giungere ad una maggiore e più completa comprensione delle dinamiche del mondo antico.

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